Volterra
La città dell’alabastro

Azienda Agraria Chiarentana di Donata Origo

Sono moltissime le città d’arte che potrete visitare partendo da Chiarentana, una delle nostre mete preferite è sicuramente Volterra, graziosa cittadina in provincia di Pisa famosa in tutto il mondo per la sua origine etrusca.
Stiamo parlando in realtà di una delle 12 più importanti città della confederazione etrusca allora nota con il nome di Velathri.

Storia di Volterra


potente lucumonia etrusca, Velathri raggiunse il suo massimo sviluppo culturale, politico ed economico tra il IV e il I secolo a.C. e fu l’ultima lucumonia a sottomettersi all’Impero Romano nel 81-80 a.C.
Anche sotto l’influenza romana, Volterra rimase una città molto importante e dette i natali al secondo papa della storia cristiana, San Lino.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, Volterra passò per un periodo sotto il dominio dei Franchi e poi sotto quello dei Longobardi quando divenne castaldato. Dopo il X secolo i Vescovi presero sempre più potere grazie a una serie di privilegi concessi dall’imperatore, finché non divennero i veri e propri padroni della città. Nel 1186 Enrico VI conferì al vescovo Ildebrando Pannocchieschi, il titolo di Conte Palatino in Toscana e principe del Sacro Romano Impero con il diritto di eleggere i consoli e di battere moneta. Ildebrando rimase vescovo fino al 1211 con un potere assoluto sulla città frenando così lo sviluppo del Comune che dovette affrontare varie lotte politiche con i vescovi. La situazione cambiò nel 1239 con la morte di Pagano Pannocchieschi, quando finalmente il Comune riuscì ad acquisire maggiori poteri.
In quel periodo ha inizio anche la costruzione della cinta muraria seppur meno estesa di quella etrusca che copriva addirittura 7.300 metri.
Le lotte esterne con le vicine San Gimignano e Colle Val d’Elsa indebolirono il comune, situazione rafforzata anche dalle lotte interne tra le famiglie Allegretti (ghibellini) e Belforti (guelfi).

Di questa debolezza approfittò Firenze e, quando nel 1361 il Volterrani si ribellarono ai Belforti, Firenze intervenne occupando la città. I rapporti fra Volterra e Firenze si inasprirono sempre di più e le rivolte furono numerose e durarono per secoli, vedendo anche la lotta fra Carlo V e la Repubblica fiorentina fino a che i Medici, tornati al potere a Firenze inglobarono definitivamente Volterra nel Granducato di Toscana.

Cosa vedere a Volterra


Per chi arriva in Toscana una bella visita a Volterra è d’obbligo, numerose le attrazioni da vedere come ad esempio Palazzo dei Priori.

Palazzo dei Priori


Il palazzo fu sede del comune e si tratta del più vecchio municipio della Toscana. Nel corso dei secoli ha subito varie modifiche, ad esempio il piano terra in origine era aperto grazie a tre portali che ancora oggi possiamo intuire nella facciata anche se, l’unico rimasto, è quello che funge da ingresso.

Al suo interno da visitare la Sala del Consiglio, totalmente affrescata anche se, della decorazione originaria sopravvive oggi solo un’Annunciazione di Iacopone di Cione Orcagna del 1398. Tutti gli altri affreschi sono invece stati realizzati nel 1881.
Fra le opere degne di nota il dipinto Nozze di Cana di Donato Mascagni, un soffitto ligneo di pregevole fattura e un Crocifisso e santi di Pier francesco fiorentino del 1490.

Cattedrale di Santa Maria Assunta


Il duomo della città risalente al 1120 è davvero affascinante anche se l’interno è stato modificato pesantemente nel 1584 dopo il Concilio di Trento. Per questo motivo vi si trovano elementi di architettura romanica e rinascimentale insieme.
La cattedrale inoltre ospita molte opere d’arte di rinomati artisti come Andrea della Robbia, Benozzo Gozzoli o Mino da fiesole.

Una visita alla cattedrale comporta anche il battistero risalente al XIII secolo. A base ottagonale presenta una facciata decorata in marmo bianco e verde scuro; al suo interno è possibile vedere un bellissimo fonte battesimale in marmo a pianta ottagonale, scolpito da Andrea Sansovino nel 1502.

Museo Etrusco


Una visita a Volterra non può prescindere dagli Etruschi e così vi consigliamo di visitare il museo etrusco Guarnacci. Il museo custodisce tantissime urne funebri sia del periodo ellenistico che arcaico, molte di esse ricavate dall’alabastro che abbondava a Volterra.
Una curiosità: si tratta di uno dei musei pubblici più antichi d’Europa, aperto da Mario Guarnacci nel 1761 che donò la sua collezione alla città di Volterra.

Etruschi e Romani a Volterra


Da visitare assolutamente anche l’acropoli etrusca dove è possibile ammirare i resti di un’antica cisterna di raccolta delle acque piovane, di una piscina augustea e molti altri ritrovamenti.

Da vedere anche l’anfiteatro romano e l’area archeologica situati appena fuori le mura medievali. L’anfiteatro, risalente al I secolo d.C. è costruito sopra un sito di origine etrusca e si tratta di uno degli esempi meglio conservati in Italia. Dietro l’anfiteatro troviamo anche resti delle terme romane del IV secolo e del foro romano.













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